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IL FASCINO DEL VESPAIOLO – INTERVISTA CON LA SOMMELIER

Quotidianamente, qui a Schatzitaly, ci chiediamo come possiamo offrire ai nostri ospiti esperienze food & wine autentiche e di valore. Che si tratti di un percorso enogastronomico, di una degustazione vini od un evento enogastronomico, il nostro obiettivo è sempre quello di far conoscere zone del Veneto, del Trentino e del Lago di Garda spesso trascurate, promuovere un rapporto autentico e rispettoso con l’ambiente circostante e valorizzare vini, produzioni enogastronomiche, tradizioni e manufatti profondamente legati al loro territorio di provenienza.

Sarà mica per questo che, a volte, chi viene da lontano ci fa mille domande prima di arrendersi all’evidenza che no, non offriamo tour enogastronomici a Venezia o a Verona e che sì, siamo dei testoni e le nostre degustazioni vini sono strutturate per far assaggiare principalmente vini da vitigni autoctoni, il vero patrimonio della viticoltura italiana.

Per tranquillizzare anche i wine lovers più dubbiosi, abbiamo deciso di intervistare la nostra sommelier Marta, per farci raccontare la Vespaiola, una delle uve protagoniste dei nostri itinerari enogastronomici; uva che spesso incontriamo nelle nostre visite in cantina e che ci regala curiose sensazioni durante le nostre degustazioni vino. 

Per dovere di cronaca – o forse perché Marta è una tipa precisa – ci siamo lasciati convincere ad iniziare col darvi qualche – brevissima, promesso! – nozione tecnica su questo vitigno autoctono della provincia di Vicenza: la Vespaiola è coltivata da tempi remoti nel territorio compreso tra i fiumi Astico e Brenta; è una varietà a bacca bianca, le cui origini sono ancora oggi non note. 

Capita spesso che durante le nostre esperienze enogastronomiche gli ospiti chiedano maggiori dettagli sul nome di questa uva: tradizionalmente, si racconta che le uve prossime alla raccolta posseggano un elevato contenuto zuccherino che attira le vespe.

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“Ma quali sono le caratteristiche di questo vitigno che più ti appassionano?” – abbiamo voluto chiedere alla nostra sommelier. “Dell’uva Vespaiola amo la versatilità: grazie all’acidità tipica dei suoi acini ed alla buccia spessa e pruinosa, quest’uva si presta egregiamente per essere un’ottima base spumante, un elegante vino bianco o per venire sottoposta ad appassimento. Del vino Vespaiolo mi intriga la sua interessante predisposizione all’invecchiamento. Giovane ha un colore paglierino, profumo elegante e delicato, con sentori floreali e fruttati di acacia e agrumi, che con l’affinamento evolvono in mela cotogna, mandorla e piacevoli note minerali”.

Ottime premesse! E se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul concedersi o meno un tour enogastronomico nella Pedemontana Vicentina, lo scacco al re lo muoviamo facendoci suggerire da Marta qualche abbinamento tra Vespaiolo e cucina regionale: “In tutte le espressioni e a tutte le età il Vespaiolo presenta una freschezza invidiabile che lo rende adatto a piatti impegnativi, anche grassi. Tradizionalmente accompagna gli Asparagi alla Bassanese ed il Baccalà alla Vicentina, ma si sposa perfettamente con le carni bianche come il coniglio, i pesci grassi come il salmone, le crudité di crostacei ed il sushi. Io lo trovo piacevolissimo anche con le preparazioni a base di erbette spontanee ed i risotti vegetariani”.

Insomma, non vi resta che partire, magari dopo il classico tour del Lago di Garda o di Venezia e spingervi qualche chilometro verso l’entroterra vicentino: non ve ne pentirete. Oltre al Vespaiolo, c’è molto altro da fare…guardare per credere!

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